martedì 30 aprile 2013

LETTERATURA DI QUALITA'

Si apprende, con qualche gradita sorpresa, la notizia che l’Editrice Ponte alle Grazie si dedica  alla letteratura di qualità.
 Luigi Spagnol, infatti, e la sua collaudata squadra, composta dagli editor Cristina Palomba e Vincenzo Ostuni, hanno pensato di dare vita a una collana alta, costruita da autori italiani e stranieri emergenti o affermati, dopo una selezione accurata per i lettori di nicchia ma non di massa.
 Si cercano dunque Scrittori con la S maiuscola; come quelli che quando scrivono   producono materiale di comprovato valore letterario. Speriamo bene!

lunedì 22 aprile 2013

LIBRIlibri

Cercami dove il dolore c’è . Mauro Pagliai Editore.

Giornalista scrittore Umberto Cecchi, da lungo tempo amico di Oriana Fallaci, ci dona con questo libro un ritratto inedito e toccante, una lunga intervista, un romanzo. La storia. Protagonista è l'Oriana privata, lontana dai miti e dalle maschere delle vicende pubbliche. Che parla di dolore e di passioni, di piaceri per le piccole cose, di felicità mai raggiunta e di lutti sempre recuperati nella memoria, eppure ancora carichi di dolore. Che parla di vita e di morte, di guerra, pace, amori, illusioni, rabbie e tradimenti dell'esistenza, follie degli uomini, ansie e depressioni. Emerge il ritratto di una donna eccezionale, estremamente dura e sensibile, ricca di una grande forza interiore, raramente disponibile a rilassarsi, attratta dalla solitudine ma consapevole che non si può vivere soli. Una donna tenace, alla ricerca di se stessa e degli altri, una donna in realtà molto timida, che si rende antipatica per difendersi dall'ostilità del mondo e della vita.
“Credo che con questo libro – scrive lo storico Franco Cardini nella prefazione – renda adeguata giustizia  a Oriana dopo montagne di carta stampata che le sono state donate”.

martedì 9 aprile 2013

SULLA LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEA

La produzione narrativa pubblicata sin dagli anni Cinquanta a tutt’oggi porta i segni di
logoramento nel tentativo di dare  un dinamico abito stilistico e di pensiero creativoda offrire a una generazione  desiderosa di progettare le proprie aspettative letterarie.  Un modello questo ben consolidato che ha resistito ai tentativi di innovazioni più significative e alle sperimentazioni, salvo qualche coraggiosa  eccezione,  espressione di una creatività rivoluzionaria dal punto di vista linguistico, ma poco accettata dal mercato ( pensiamo al pastiche di Gadda).
  Ripercorrendo per grandi linee il periodo storico che va dal dopoguerra alla fine degli anni Settanta, possiamo notare che la maggior parte degli scrittori aveva riempito i loro romanzi di personaggi che avevano combattuto i nazifascisti, i partigiani appunto. Attualmente i commissari di polizia hanno sostituito efficacemente i partigiani, nuovi personaggi, questi tutori dell’ordine pubblico, che occupano, con i loro thriller fantasiosi, la  scena del mercato della carta stampata ma anche del piccolo schermo TV, segno evidente che la nicchia ecologica è rimasta intatta nonostante l’incursione di alcune iniziative vivaci nelle loro molteplici espressioni.
    Anche la lingua italiana entra in questi contrastanti flussi culturali. Va subito sottolineato che il nostro idioma non è una lingua morta. L’italiano è un viaggiatore instancabile che incontra e raccoglie echi delle voci di nuove frontiere lessicali, psicologiche e antropologiche, senza particolari vincoli canonici. Si può, infatti, rinnovare la lingua di Dante e di Manzoni senza violentarla o rinnegarla, basta saperla alimentarla con adeguate espressioni lessicali, permettendola di gettare nuovi germogli.
   Secondo la nostra visione, questa è la vera identità della nostra letteratura, non l’arroccamento in nicchie di stampo conservatore, non la vendita a prezzo ridotto del nostro patrimonio artistico nel mercato globalizzato, ma la capacità di una sana cultura  di disporre nell’interno della insopprimibile globalizzazione  le proprie difese immunitarie  e i propri semi di costruttiva continuità.
                                                                                              Enrico Castrovilli      


martedì 19 marzo 2013

Capo Scirocco, Emanuela Abbadessa

 La trama, Luigi è poco più di un bambino quando, con pochi stracci e il dono di un'incredibile voce da tenore, si imbarca per la Sicilia in cerca di fortuna. Mentre la folla lo spinge sulla passerella della nave, vede la "grande goccia nera che emette suoni": è un pianoforte a coda e l'istinto gli suggerisce di seguirlo. Su un carro, nascosto tra le gambe dello strumento, raggiunge Capo Scirocco, dove incontra Rita Agnello, ricca vedova, di carattere e di rara bellezza, che decide di accoglierlo in casa. Grazie a lei, Luigi impara la vita del nobile, frequenta gli eleganti salotti della città, assapora il vento caldo che le dà il nome e che si dice faccia impazzire le donne. Un giorno, però, scopre che il pianoforte scorto al suo arrivo appartiene ad Anna, giovane figlia di un mercante di agrumi. Ogni sera la ascolta dalla strada, sogna di diventare cantante lirico e si sente già cresciuto, quasi uomo. Ma quando soffia lo scirocco, due donne nella mente di un ragazzo sono troppe.
Il libro di Emanuela Abbadessa, Capo Scirocco, è un romanzo dalla trama accattivante e travolgente tra l'opera lirica ottocentesca e la tradizione letteraria siciliana, ambientato a fine Ottocento in un luogo di fantasia da cui tra origine il titolo. E' una storia d'amore e di musica, di nobiltà dei sentimenti e di sogni infranti, di costruzione e di rovina, di un destino beffardo che prima dà e poi toglie.

martedì 26 febbraio 2013

INCONTRI CULTURALI

Sabato 23 febbraio, presso la sede dell’Università della terza età di San Vito dei Normanni,  il prof. Ettore Catalano, Ordinario di Letteratura Italiana nella facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università del Salento, ha presentato il libro  “ La Psicocritica – Appunti e interventi sulla poesia e narrativa del Novecento “ del Prof. Enrico Castrovilli. La manifestazione, coordinata dal Prof. Angelo Chionna, presidente dell’UNITRE, ha coniugato letteratura, declamazione di poesie e pittura  dell’artista Antonella  Miccoli. Il Prof. Catalano apre la conversazione sul saggio evidenziando come quest’opera sia una fervida testimonianza di un amore consacrato dell’autore per la letteratura e un contributo importante al problema metodologico. Il Professore ha sottolineato il lavoro dello scrittore sanvitese, precisando come lo stesso sia stato sempre lucido, soprattutto nelle parti analitiche dei singoli scrittori trattati dal Castrovilli nella sua opera, un lavoro critico incentrato non sulle idee ma sui testi. Il Prof. Catalano definisce il libro come un’opera interessante e stimolante, in quanto “ evidenzia una nuova dimensione, quella psicologica appunto, dalla quale non si può prescindere, in un primo tempo, nella storia della costituzione testuale di un’opera. E’, senza dubbio,  un punto di partenza ”.  Ed è proprio partendo da queste precisazioni che il Prof. Catalano stabilisce l’inesistenza di una critica certa che mette la parola fine all’analisi di un’opera ma che esiste, invece, una certa libertà nelle interpretazioni di un testo. La manifestazione si è conclusa con i ringraziamenti dell’autore all’illustre relatore, al numeroso e attento pubblico e con l’omaggio al Prof. Catalano del quadro “ L’occhio dell’Inconscio “ dell’artista Antonella Miccoli “, che, ispirata da alcuni temi trattati nel testo, ha prodotto alcune opere pittoriche.

                                                                         Giovanni Basile

martedì 19 febbraio 2013

LIBRI-libri

LA GALLINA VOLANTE
Paola Mastrocola.
Carla, quarantaduenne sposata con due figli, un marito introverso, un vicino logorroico, una classe di alunni di un liceo di Torino e un pollaio di ventiquattro galline, è la voce narrante di questo romanzo. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni. Nasce tra loro una complicità che porterà la ragazzina a confessare una difficile situazione familiare, con la madre che se ne è andata, il padre che ha qualche problema con l'alcol e un fratello più piccolo da accudire. Ed è solo con lei che Carla condividerà un progetto apparentemente folle, cui ha dedicato tempo e passione: quello di far volare le galline che alleva nel giardino di casa. 
Concludo dirò che questo racconto è interessante, non solo per la trama delicata e a tratti anche triste , soprattutto per la grande capacità dell'autrice di comunicare con un lessico semplice e chiaro
 due mondi tanto diversi quanto simili, il pollaio e la classe della professoressa, due missioni tanto opposte  dal punto di vista psicologico quanto uguali dal punto di vista pedagogico: addestrare una gallina a volare e istruire delle giovani menti al volo con gli occhi della mente che solo una scelta oculata di buona  letteratura e  un’adeguata  comunicazione verbale possono permettere.


mercoledì 13 febbraio 2013

LIBRI-libri.

Giorgio Manacorda
Delitto a Villa Ada
Un famoso poeta che viveva come un barbone viene trovato morto a Villa Ada da un altro poeta suo coetaneo. Il commissario incaricato delle indagini è anche lui un poeta dilettante. Si tratta di un agile intreccio letterario tra poesia, tormenti della creatività, invidia e comportamenti emotivi imprevedibili dei personaggi.
   La sua scrittura procede liscia senza sbalzi, è scorrevole e non è resa pesante da lunghe e superflue descrizioni e minuziosi dettagli. La trama ha una sua struttura reale, si tratta di un omicidio, pur essendo un libro di poche pagine. Il finale è imprevedibile.
   Riassumendo, Delitto a Villa Ada è un noir che parla di poesia, di cultura, di desideri e di delusioni.