La
nostalgia si rappresenta come un’emozione che ci conduce a ripensare a qualcosa
del passato che non esiste più e mette insieme la soddisfazione per ciò che si
è vissuto con l’accettazione che si parla di un periodo già trascorso che non
tornerà.
Da alcuni studi di psicologia viene fuori principalmente che le persone provano
nostalgia innanzitutto ricordando qualcosa che le hanno implicate
personalmente, attimi in cui hanno agito il ruolo di protagoniste della scena e
soltanto causalmente ricordando momenti nei quali erano semplici attente
osservatrici esterni. Con altre parole si rievoca con viva nostalgia ad esempio
un abbraccio affettuoso ricevuto da una persona cara che uno osservato.
La nostalgia, quindi, è un’emozione provata
piuttosto di frequente da tutti i tipi di personalità, deboli o forte che
siano. Essa ha la capacità d’influenzare non solo la nostra psiche, ma anche il
nostro corpo, attraverso una serie di sintomi che interessano il sistema
cardiorespiratorio, i disturbi dell’appetito, l’ansia e così via.
Gli oggetti più assidui di episodi nostalgici
sono anzitutto eventi che lasciano segni profondi nella mente (come una vecchia
fotografia, la panchina su cui eravamo soliti sederci) e le persone ( sono
naturalmente quelle rilevanti per noi: genitori, fratelli, amici, colleghi, un
loro sorriso, un gesto, o particolari momenti trascorsi in loro compagnia), a
volte di rado specifici eventi (un viaggio), periodi della vita e, impensato,
anche animali (cane, gatto).
Secondo alcune ricerche, la nostalgia sembra
stimolata da un particolare stato d’animo negativo, nello specifico da un senso
di tristezza, di solitudine.
Tuttavia, vi sono altri elementi che attivano
la nostalgia come le scambievolezze sociali, cioè rivedere amici di un tempo e
ricordare con loro gli avvenimenti del passato, gli stimoli sensoriali (come caratteristici
profumi, musica), gli oggetti (come gli anelli del matrimoni, una fotografia),
inattività (cioè momenti di rilassamento totale), infine occupano un posto
privilegiato gli anniversari (come la
data del primo incontro, il venticinquesimo)
e le emozioni positive (felicità, gioia ecc.).
La nostalgia, secondo alcuni ricercatori, sul
nostro stato mentale fa nascere un’emozione positiva atta a bilanciare momenti
di tristezza o di solitudine, inoltre rinforza i legami sociali e aumenta
l’autostima.
La nostalgia si presenta per rammentarci che
abbiamo un passato e che ciò che abbiamo vissuto ha avuto un senso benefico per
noi.
Moderni studi affermano che la nostalgia non è
una debolezza ma una risorsa psichica. Le persone, infatti, nostalgiche sono
più vigorose, in quanto valide a ricompattare i frammenti del passato e a
rendere la vita un cammino consistente.
L’emozione che abbiamo in presenza di una
vecchia fotografia di un tramonto o
dell’incontro con un vecchio conoscente non prende in breve la durata di un
attimo ma produce un collocamento tra quello che eravamo e quello che realmente
siamo, donandoci la sensazione che la
nostra esistenza abbia avuto un cammino terreno saggio, ricco di esperienze ed
emozioni, nel bene o nel male.
A questo punto possiamo dire che la nostalgia
possiede potere terapeutico positivo se le persone sono idonee a percorrere a
ritroso la propria vita, dando ai ricordi il giusto valore.
È
del tutto evidente che una quota esagerata di nostalgia può privare la mente di
spazi preziosi e rendere pessima la qualità della vita, mutandosi nelle
circostanti più gravi in vera patologia.
A tale proposito è bene ricordare che vi sono
persone che non sono capaci di trarre beneficio dalle attività quotidiane e
trascorrono il loro tempo continuamente nel passato.
Tuttavia se si è portati a ricercare benessere
psicofisico soltanto nel proprio passato, la nostalgia diventa negativa e
capace di accrescere il dolore psichico nei riguardi al presente e al futuro, e
questa evenienza conduce certamente alla depressione. Ogni qual volta invece che
si ottiene di rivivere il passato con gioia, senza permettere che il presente
sia messo sottosopra e invaso dai ricordi, la nostalgia può divenire un’emozione
caratteristica, dall’aspetto delicato, pure se un po’ triste. 
